La ditta 'Appoggi' è fallita!

Un blog diversamente stabile.
sabato, 08 agosto 2009

VACANZA. [va-cĂ n-za] 3 fig. Sospensione, assenza di qualcosa



                  Immagine by O'mages

Trovato il rimedio al post qui sotto.

Che poi alla fine magari è pure una banalità, ma penso davvero che il tempo possa avere un senso quando si riesce a non misurarlo.

Quando ogni settimana che si rincorre inizi il lunedì pensando già al weekend e ogni giorno è un conto alla rovescia verso quei due giorni di libertà che non riesci mai a goderti fino in fondo e quando l’orologio al polso, infame ma indispensabile servo delle ore, scandisce ogni minuto della giornata con il preciso intento di regolare entrate, uscite, pause pranzo e infinite combinazioni per coincidenze di mezzi pubblici, sempre troppo affollati e sempre così placidamente desolanti.

Quando poi ti togli l’orologio dal polso e lasci il cellulare in un cassetto e ti lasci travolgere da un tempo indefinito, perdi la cognizione delle ore e dei giorni e in tutto ciò che vivi, vedi e fai il tempo diventa solo una variabile insignificante. Allora - finalmente - si riesce ad apprezzarne il senso.

Sospensione del tempo.
Lunga vita a Michelasso e alla sua arte!

Si avvisano i gentili lettori che il post manca di nessi logici, ci scusiamo per il disagio. Per maggiori informazioni e/o precisazioni rivolgersi all’omino del cervello che - però, ahimé, mi duole informarvi - si è arruolato nella legione straniera. Boh, non so che dire, provate con l’Ufficio Reclami infondoadestra. Ma non so quanto sia in fondo, né quanto a destra.
sabato, 14 marzo 2009

VOLEVO ESSERE MARGARETHE VON TROTTA (INVECE SONO UNA DEMENTE)


OVVERO: DI COME UNA MENTE ALIENATA (DOPO OTTOBARRANOVE ORE DAVANTI AD UNO SCHERMO A FARE UN LAVORO AD ALTO TASSO DI MONOTONIA) SFOGA LE PROPRIE FRUSTRAZIONI NEL TEMPO LIBERO



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categoria: si salvi chi può, un cervello in ostaggio, di me e altro, niuno intento


venerdì, 31 ottobre 2008

"ACQUA CHE SPACCA IL MONTE CHE AFFONDA TERRA E PONTE"





"acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti"

"ma l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento"

"e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda"

"oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha avuto in un giorno la certezza di aversi"
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categoria: di me e altro, d amore e di altre sciocchezze, mannaggia alla musica, niuno intento


sabato, 11 ottobre 2008

NUOVE PROSPETTIVE ESISTENZIALI









Mi piacciono le rubriche gastronomiche dei Tg (ché forse ormai sono l'unica cosa decente che si possa guardare nei Tg), ne avevo parlato anche qui.
Mi piace soprattutto quella del Tg2, quella dove lo chef toscano con capelli e barba lunghi e bianchi che risponde al nome di Fabio Picchi, illustra i suoi manicaretti.
Egli ama il cibo ed ama cucinare; lo si coglie dall’estasi, dalla bramosia, dall’espressioni voluttuose del suo viso quando ne parla.
Egli è un entusiasta e, come tutti gli entusiasti, a volte esagera.

- “L’acciuga, a volte, ti può cambiare la vita”


Così esordice lo chef toscano nella puntata di oggi - in trance, con l’occhio perso nel vuoto.

Bene, io adesso scappo che devo andare a guardare negli occhi vitrei del mio nuovo oracolo: l'acciuga. Sia mai che mi riveli importantissime e recondite prospettive esistenziali.

Ah, non vi preoccupate nel caso poi rendo edotti anche voi!
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categoria: tivvù pensaci tu, niuno intento, guardo il mondo da un oblò


mercoledì, 01 ottobre 2008

LA STAGIONE DELL’ACITILSALICILICO VIENE E VA

Odio l’inverno.
Come? Non siamo ancora in inverno?!
Per me quando le temperature scendono sotto i 20 gradi centigradi, è pieno inverno. Oh.

In primo luogo perché sono una gran freddolosa e poi perché inevitabilmente con l’inverno per me si apre la stagione delle Aspirine, di Mucosolvon, di sciroppi Ribexen, caramelle Iodosan gola, di scorte di fazzoletti di carta in confezione da dieci comodamente trasportabili nella borsetta. Insomma, una gran gioia.

Ciò nonostante però sono anche un bel animale pieno di contraddizioni per cui non mi rassegno all’idea che “Eh, signora mia non ci sono più le mezze stagioni!”  e persevero a vestirmi leggera, troppo leggera. Quindi, anche se è una bella giornata di sole, farsi scarozzare in moto senza nemmeno uno straccio di giacca non è cosa né buona né giusta, ma tant’é.

Ora, visto che è appena iniziata la stagione in cui io me ne andrei volentieri in letargo, ma non si può perché sono sì un animale ma non quello giusto per questa mia naturale inclinazione, ho appena rinnovato il mio abbonamento stagionale all’acetilsalicilico.

Buona stagione dell'acetilsalicilico a tutti.

P.S. Tutto ciò però non è niente di sconcertante, è ordinaria amministrazione. La cosa che invece mi inquieta di più è che dopo aver sentito questa cosa qui ho incominciato a rivalutare Mango.
martedì, 29 luglio 2008

"LO DICEVA NERUDA CHE DI GIORNO SI SUDA (ma la notte no) RISPONDEVA PICASSO IO DI GIORNO MI SCASSO"*



Mi sembrava brutto lasciare questo scarno spazietto virtuale così totalmente in balia dell’abbandono estivo, così mi sono decisa a fare un breve riassunto delle cose che volevo dire. Il risultato potrebbe essere un bel minestrone, che con il caldo, ne convengo, rischia di risultare un po’ pesante, ma spero così non sia, o miei sparuti e sopravissuti lettori. In tal caso comunque esiste sempre il salvifico Alka Seltzer.
Il mio stage è quasi giunto al termine e vedendo venir meno le possibilità di far parte della squadra lavorativa, a causa di alcune instabili vicissitudini aziendali (alle quali, tra sindacati e dirigenze, mi sto appassionando più che alla serie di Lost) che stanno facendo tremare alcuni degli stessi dipendenti ignari del fatto di veder o meno riconfermato il proprio contratto in scadenza, io mi adeguo senza troppe difficoltà all’andazzo generale del accidioso ritmo estivo. Per cui l’evento di eccezionale portata della settimana è il venerdì, non tanto per il gusto del preludio del fine settimana, quanto per la pubblicazione  su YouTube di un nuovo episodio di Italian Spiderman (metto il link al trailer ma sarebbe consigliato vedersi tutti e dieci gli episodi pubblicati sino ad oggi. In vero è consigliato solo a coloro che nutrono un amore verso il trash studiato, lo stile anni ’70, in particolare i film polizieschi anni ’70, le musiche, nonché una buona dose di ironia.)

Ho avuto modo di apprendere cose nuove: l’ospedale è il regno incontrastato delle Crocs. Crocs ai piedi delle infermiere, dei dottori, degli anestesisti, dei pazienti, dei parenti. Tutti quanti coi gommoni colorati ai piedi!
Ora, io nutro un certo disamore verso questa tipologia di scarpa o ciabatta che dir si voglia.
Per contro due ominidi della mia vita a me molto cari si sono comprati le Crocs, sebbene quelle tarocche meno costose e di un sobrio color blu scuro. Premedito di dargli fuoco nel giardino, la puzza di copertone bruciato potrebbe attirare l’attenzione dei vicini che chiameranno la polizia e credendomi Rom (a dispetto del fatto che le mie sembianze fisiche non siano per nulla accomunabili ai Rom ma tutt’al più, visti i miei colori, ad una qualsiasi popolazione slava – e ormai vista la sempre maggiore equazione: popoli slavi = Rom, verrò arrestata e catalogata con le mie belle impronte digitali.

Parliamo invece dell’approvazione cosiddetto Lodo Alfano. Anzi, dobbiamo proprio parlarne?!
Allora facciamo così, io sottoscrivo la battuta di Luttazzi a riguardo:

Berlusconi: «Il lodo Alfano non è ad personam, è per tutti i cittadini che fanno il presidente del consiglio»
E così chiudo l’argomento.

Ci sarebbe da poi da parlare dei fatti del G8 di Genova. All’epoca dei fatti io non avevo partecipato alle manifestazioni, ottusamente occupata com’ero a pensare al mio piccolo mondo fatto di dubbi sulle mie prossime possibilità esistenziali e ad arrovellarmi sul come e sul perché la persona della quale mi ero invaghita non mi cagava manco di striscio.
Fatto stà però che in quei afosi giorni del luglio 2001 non riuscivo più a schiodarmi dalla tv per seguire quel delirio che stava accadendo a non troppi chilometri da casa mia. Più guardavo e più non capivo. In seguito ho poi avuto modo di approfondire l’argomento, ho letto tutto ciò che si poteva leggere, ho guardato tutto ciò che si poteva visionare, ho parlato con persone che avevano partecipato come manifestanti e con chi invece era lì per lavoro, con una telecamera o un microfono in mano. Ed ora con queste sentenze approssimative  che cadranno in prescrizione l’anno prossimo, continuo a non capire.

Ma sopra ogni altra cosa due interrogativi fondamentali arrovellano la mia mia esistenza:
- vorrei capire qual è il tormentone estivo musicale di quest’anno, perché nel caso fosse “Non ti scordar mai di me” di Giusy Ferreri (lo deduco dal fatto che siffatta canzone mi ha già ampiamente scassato le ovaie e scusate il lirismo) io ho sempre pensato, a quanto pare erroneamente, che il tormentone estivo dovesse avere attingere ad armonie allegre e leggere. Si conferma ancora una volta l’ipotesi che io non capisco un tubo.
- Vorrei inoltre capire qual è la moda estiva del momento, perché vedo gente combinata in tutti i modi ma non riesco ad individuare la tendenza predominante. Anzi se voi colti, acuti, osservatori, lettori l’avete individuata illuminatemi dal buio della mia ignoranza.

Bene, io mi congederei. Mi sembra di aver scritto abbastanza belinate** e mi ritengo soddisfatta.

Ci si rilegge magari a breve o magari più in la nel tempo. Vedremo
Buone cose. (Che non vuol dire nulla, ma ci sta bene!)


* il titolo del post è del tutto immotivato e random, del resto come il resto del post e immagine. Si ringraziano le mie capacità cerebrali ormai del tutto compromesse.

**"belinate", ovvero = cazzate, detto nel dialetto autoctono.

lunedì, 23 giugno 2008

CHE COSA C'E'? C'E' CHE M'E' VENUTA UNA PARESI FACCIALE

Sorrido.
Non so bene se ci sia un motivo preciso, una sensazione, questo sì.
E’ giugno e, dopo la stagione delle piogge fuori stagione, quattro giorni consecutivi di sole sembrano un miracolo - e sorrido.
La gente che fino all’altro giorno si lamentava del maltempo ora già si lamenta per il caldo; impreca contro il governo, il caro petrolio, il caro euro, il caro estinto, il caro amico ti scrivo, le mezze stagioni mancanti e sorrido.
Sorrido, frugando tra pensieri sornioni e sconnessi senza cercarvi un nesso, un significato. Non mi faccio domande, non cerco risposte, non tento di inquadrare le cose in definizioni che risultano essere sempre un po’ limitanti.
Inaspettatamente godo della mancanza di termini esatti per definire.
Inaspettatamente non ne ho bisogno.
Inaspettatamente godo delle sfumature, senza recriminazioni.
Inaspettatamente.
L’inquietudine, l’insoddisfazione, l’intransigenza sono state scalciate un po’ più in là dalla naturalezza delle cose.
E’ un po’ la sensazione di una mattina presto in estate, l’aria è ancora frizzante dalla notte ma il sole, appena sorto, emana già tutta la sua potenza.
Calore.
Non si chiede una promessa al sole, non gli si chiede di esserci anche domani. Ti godi il calore, l’esplosione di serotonina, l’amorevolezza dei suoi raggi – oggi.
Così.
Non si chiedono promesse ad uno sguardo azzurro. Non servono garanzie quando ci si fonde nel attimo, la sensazione è quella illogica e stupida di infinito. Sta già tutto nell’attimo, che oblìa passato, presente, futuro e nel contempo li ricrea in una nuova coniugazione ad hoc. La felicità ottusa dell’istante, che prolunga nel ricordo il suo ologramma.
Esiste altra forma di felicità se non nell’istante?
Sebbene il calendario informi dell’avvento della tanto attesa estate, in realtà è arrivata la Primavera. Erano troppe primavere che non sentivo la Primavera e non ricordavo che fosse così.
Sorrido.
Ed è tutto così mortalmente semplice e bello che a parlarne si scade nella banalità.



“Primavera non bussa, lei entra sicura
come il fumo lei penetra ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano
che paura, che voglia che ti porti lontano.”

(Un Chimico - Fabrizio De André)

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categoria: di me e altro, d amore e di altre sciocchezze, niuno intento


domenica, 25 maggio 2008

SE AVESSI UN ACCOUNT SU TWITTER ADESSO SCRIVEREI:


Ascolta questa canzone di Ivano Fossati e si chiede perché ogni (rara [masochista sì, ma con parsimonia!]) volta che l’ascolta gli occhi le sudano sempre.
Si dice da sola che una povera mentecatta e mammoletta senza speranza di redenzione.

Datemi un kleenex e poi abbattetemi!

Allegrezza, gente! Allegrezza.

P.s. San Rocco Tanica salvaci tu!
postato da Effe10 alle ore 19:15 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: di me e altro, mannaggia alla musica, niuno intento


mercoledì, 07 maggio 2008

“ATTIMO: FERMATI, DUNQUE, SEI COSI’ BELLO!”

linusfelicita
Approfitto di questa mattinata che mi ha visto uscire sconfitta dalla quotidiana lotta contro la radiosveglia e il trillìo molesto del cellulare, per tornare ad affacciarmi su queste svogliate pagine virtuali.

Traduzione: mi sono addormentata, la radio ha continuato a suonare regalando una discreta colonna sonora ai miei sogni e la sveglia del cellulare l’ho sentita ma l’ho anche spenta. Al risveglio, ad un’ora indecente, la radio mi informava con un programma chiamato “Trovalavoro” (tragica casualità) e il cellulare giaceva inerme nel letto, sotto la mia pancia.

Bene.
Vivo prevalentemente di un rapimento (molto poco mistico e sensuale) chiamato cazzoditirociniomancoilrimborsospese scandito da costanti fondamentali: una sveglia che suona sempre alla stessa ora, un mezzo di trasporto pubblico che mi permette di pendolare avanti e indietro in una sorta di trance-collettivo senza tempo e senza spazio, cose da fare interessanti, cose da fare inutili, momenti morti e il pensiero che anche coltivare cavolfiori non sarebbe tanto male.
Ho avuto un colloquio con il mio conto in banca: siamo ai ferri corti. Mi ha detto con estrema risolutezza che il nostro rapporto non può continuare così, che se vorrò avere ancora con lui rapporti tramite il bancomat dovrò trovare il modo di rimpinguarlo a dovere. Obbedisco!
Nei momenti più ilari del tempo libero mi lamento, ma con stile e verve. A volte invece mi lamento e basta. E ‘fanculo all’ironia.

L’insoddisfazione permanente che mi pèrmea anima&core non mi permette il giùbilo che richiederebbe ciò che di buono si nasconde sotto questa matassa di autocommiserazione-andante-con-brio di questo periodo. Sono qui e vorrei essere la. Sono con Tizio e vorrei essere con Caio. Faccio questo e vorrei fare quello. Con la sensazione persistente che c’è sempre qualcosa di meglio che mi sta sfuggendo. Ma a questo ormai ci ho fatto il callo.
Mi sento un automa che si muove per gesti consolidati, procedo nelle strade per moto perpetuo, indifferente alla zingara con pargolo ammucchiata nel sottopassaggio, al cane del quale un cartello informa che ha avuto un’ictus, alla donna slava con fisarmonica la cui voce carezzevole è inversamente proporzionale al suo aspetto,  al ragazzo afro-rasta che intona “No woman, no cry”  e la sensazione che lo scorrere del tempo sia guidato solo da personali tabelle di marcia e valutato in freddi termini di anticipo o ritardo. E che in questo crocevia di percorsi individuali, fatti di vita quotidiana, di memoria collettiva o personale, non si smette mai di sfiorare la storia degli altri senza mai incontrarla.

Il tragitto di ritorno a casa però è ancora capace di regalarmi viste di troieggianti  tramonti che, ardimentosi, sfidano l’abitudine e solleticano il piacere. E penso che un po’, sì, la fortuna è un fatto di geografia.
E io impunemente, un po’ gongolo.
Non capisco mai i confini delle cose, vivo di sfumature che però pesano di più delle tinte unite, ma persèvero nel pormi vane condizioni in bianco o nero.
Aspetto una secolare manna dal cielo - as usually - e sogno Honolulu oppure Plutone.
Ho un’utopia nel cappello e un sassolino nella scarpa.
Sono squallidamente ripiegata su me stessa come un Pansoto in salsa di solipsismo.


lunedì, 31 marzo 2008

VENDITTARIO PER FILM



E dopo:

"Notte prima degli esami"

"Questa notte è ancora nostra"


Aspettando:

 "Le bombe delle sei non fanno male"

(Docu-film indipendente a favore della legalizzazione della cannabis)


"Macomefannolesegretariecongliocchialiafarsisposaredagliavvocatiiiii"

(Della sopraffina regia di Tinto Brass)

 
"La matematica non sarà mai il mio mestiere"

(Protagonista principale Giulio Tremonti)


E cos'altro?


P.s. nel frattanto Antonello s'è incazzato.

Chi sono

Utente: Effe10
Nome: Effe
"Per me, io sono colei che mi si crede" (ma anche no!)


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Per elogi, onori, allori (ma anche un po' di rosmarino va bene) e soprattutto per cospicui oboli potete scivere a:
ladittaappoggi[at]gmail.com

Per esposti, ricorsi e soccorsi: rivolgersi all’Ufficio Reclami. In fondo, a destra.

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utente anonimo in VACANZA. [va-cĂ n-za...

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Il Dr.Psycho dice che sono un rincoglionito
Fatti appostrofare anche tu su http://psycho.asphalto.org/test/.

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