Trovato il rimedio al post qui sotto.
Che poi alla fine magari è pure una banalità, ma penso davvero che il tempo possa avere un senso quando si riesce a non misurarlo.
Quando ogni settimana che si rincorre inizi il lunedì pensando già al weekend e ogni giorno è un conto alla rovescia verso quei due giorni di libertà che non riesci mai a goderti fino in fondo e quando l’orologio al polso, infame ma indispensabile servo delle ore, scandisce ogni minuto della giornata con il preciso intento di regolare entrate, uscite, pause pranzo e infinite combinazioni per coincidenze di mezzi pubblici, sempre troppo affollati e sempre così placidamente desolanti.
Quando poi ti togli l’orologio dal polso e lasci il cellulare in un cassetto e ti lasci travolgere da un tempo indefinito, perdi la cognizione delle ore e dei giorni e in tutto ciò che vivi, vedi e fai il tempo diventa solo una variabile insignificante. Allora - finalmente - si riesce ad apprezzarne il senso.
Sospensione del tempo.
Lunga vita a Michelasso e alla sua arte!
Si avvisano i gentili lettori che il post manca di nessi logici, ci scusiamo per il disagio. Per maggiori informazioni e/o precisazioni rivolgersi all’omino del cervello che - però, ahimé, mi duole informarvi - si è arruolato nella legione straniera. Boh, non so che dire, provate con l’Ufficio Reclami infondoadestra. Ma non so quanto sia in fondo, né quanto a destra.